Il piede torto congenito

Il piede torto congenito, detto anbche piede equino-varo-supinato, è una deformità presente alla nascita che colpisce 1 neonato su 1.000, in prevalenza maschi. 

Alla nascita i piedi appaiono ruotati verso l'interno, con le punte verso il basso, rigidi e deformati in una posizione scorretta su diversi piani. Il piede può essere
- addotto (la parte anteriore punta all'interno);
- varo (anche il tallone è piegato verso l'interno);
- supino (la pianta del piede è ruotata verso l'alto);
- cavo (il piede appare come "rotto" a metà sul lato interno);
- equino (la punta è rivolta verso il basso).

In base al tipo di deformità si parla di piede equino, piede varo, piede addotto, ma la forma più frequente, il piede equino-varo-supinato, che combina diverse deformazioni.

Nel piede equino si osserva il mancato appoggio completo della pianta del piede, il piede forma con la gamba un angolo più ampio dell'angolo retto. La patologia del varismo si distingue invece dal fatto che il piede ha una forma a parentesi, deviata verso l’interno. Nel piede equino-varo-supinato il piede è piegato verso l'interno e il basso.

La malformazione può essere bilaterale (entrambi i piedi) o monolaterale (un solo piede) e le cause non sono del tutto conosciute. Esistono forme congenite, neurologiche, muscolari. Spesso è ereditario, ma la sua probabilità è difficilmente valutabile, in quanto gli studi genetici non hanno confermato la familiarità ereditaria.  

Per la cura del piede torto sono utilizzati diversi metodi: il più efficace è il metodo Ponseti, che attraverso la manipolazione del piede, l'applicazione di apparati gessati appositamente modellati già nelle prime settimane di vita del neonato e, ma non sempre attraverso un piccolo intervento chirurigico per ottenere l'allungamento del tendine di Achille, permette di avere una completa correzione in circa due mesi nel 99% dei casi, senza la necessità di ulteriori interventi chirurgici pericolosi e invasivi.

Il piede equino può essere diagnosticato precocemente attraverso l'ecografia morfologica, che si effetta di norma intorno alla 22a settimana.