Patologie cardiovascolari

Le malattie cardiovascolari interessano il cuore e i vasi sanguigni e rappresentano la principale causa di morte in Italia, essendo all'origine di oltre il 40% circa dei decessi, per un totale di circa 245.000 morti l'anno. 

Le più importanti sono l'aterosclerosi, l'ipertensione arteriosa, l'angina pectoris e l'infarto del miocardio.

aterosclerosi

L'aterosclerosi é una malattia degenerativa che colpisce le arterie di medio e grosso calibro, e può essere a sua volta causa di altre gravi patologie come l'angina pectoris, l'infarto e l'ictus. 

E' una patologia che si manifesta con la formazione di  ateromi, ovvero placche costituite da grassi, proteine e tessuto fibroso, sulle pareti delle arterie. Con il passare del tempo gli ateromi aumentano di volume, riducono l'elasticità delle arterie e, ostruendo quasi completamente il lume dell'arteria, ostacolano il flusso sanguigno. Se l'ateroma si rompe, il sangue entra in contatto con i tessuti interni innescando il processo di coagulazione, proprio come succede quando ci procuriamo una ferita. All'interno dell'arteria il processo di coagulazione determina la formazione di un trombo, che può interrompere il flusso sanguigno. 

La formazione degli ateromi all'interno delle pareti delle arterie è legata alla presenza nel sangue di alcune lipoproteine in grado di legarsi al colesterolo. Le lipoproteine ad elevata densità (HDL, o colesterolo "buono") proteggono dall'aterosclerosi, mentre le lipoproteine a bassa densità (LDL o colesterolo "cattivo") sembrano invece favorire la malattia. 

Le cause dell'aterosclerosi sono molteplici e non ancora del tutto chiarite. Questa patologia è legata comunque a numerosi fattori di rischio, genetici ed ambientali, come il sesso, l'età, il fumo e l'obesità.

L'aterosclerosi è più frequente nei maschi; il fumo di sigaretta, una vita sedentaria e un'alimentazione ricca di grassi accresce sensibilmente la probabilità di formazione delle placche. Un'altra causa è l'ipercolesterolemia (elevati valori di colesterolo LDL nel sangue), legata ad una alimentazione ricca di grassi.

Processo di formazione di un ateroma

arteria in sezione trasversale

Processo di formazione di un ateroma

arteria in sezione longitudinale

Molecola del colesterolo
Valori di colesterolo nel sangue

ipertensione arteriosa

Valori (in mm Hg) riferiti a soggetti non trattati farmacologicamente.

L'ipertensione è una patologia caratterizzata da una pressione arteriosa con valori oltre la norma.

Un individuo viene definito iperteso quando la sua pressione arteriosa sistolica o massima è superiore a 140 mm Hg e quella diastolica o minima è superiore a 95 mm Hg; questi valori, tuttavia, variano in continuazione, per cui prima di confermare una diagnosi d'ipertensione la pressione deve essere misurata più volte.

L'ipertensione è uno dei fattori di rischio dell'insorgenza della malattia aterosclerotica. Sicuramente uno dei fattori causali dell'ipertensione è l'alimentazione errata. Per abbassare i valori troppo elevati della pressione arteriosa senza ricorrere a farmaci si raccomandano alcuni semplici comportamenti alimentari: 

- calare di peso 
- consumare cibi con poco sodio 
- consumare poco alcool.

angina pectoris

L'angina pectoris è un dolore al torace provocato dall'insufficiente ossigenazione del muscolo cardiaco a causa di una momentanea diminuzione del flusso sanguigno (ischemia) attraverso le arterie coronariche. 

Può insorgere sia a riposo (angina a riposo) che dopo uno sforzo lieve o intenso (angina da sforzo); la durata è di pochi minuti e la regressione è spontanea.

infarto del miocardio

L'infarto del miocardio, noto anche come "attacco di cuore" si verifica quando si riduce drasticamente o si interrompe il flusso sanguigno in una delle arterie coronarie che alimentano e ossigenano le cellule del tessuto muscolare cardiaco. La mancanza di ossigeno determina in breve tempo la morte delle cellule cardiache conivolte, per cui le contrazioni cardiache vengono alterate determinando insufficienza cardiaca: il cuore non riesce a pompare abbastanza sangue. Se la circolazione nelle coronarie interessate non viene ripristinata rapidamente le cellule muscolari del cuore muoiono, provocando gravi problemi o addirittura la morte.

La causa dell'infarto è dovuta all'ostruzione di una coronaria: maggiore è il suo calibro maggiore sarà il danno causato. L'aterosclerosi è una delle cause principali dell'ostruzione delle coronarie e dell'infarto.

L'infarto si manifesta solitamente con un violento dolore al centro del petto, dietro lo sterno, spesso accompagnato da dolore ad una o entrambe le braccia, da un profondo affanno e da sudorazione fredda con nausea e vertigini.

infarto del miocardio
infarto del miocardio
Effetti dell'infarto sul cuore

ICTus

L'ictus si manifesta di solito in modo improvviso, solitamente senza dolore e determina debolezza improvvisa, paralisi o intorpidimento di faccia, braccia o gambe, spesso in un solo lato del corpo, difficoltà a parlare e a capire il linguaggio o a vedere. Solo quando l'ictus è causato da un'emorragia cerebrale è accompagnato da mal di testa. 

A volte questi sintomi compaiono solo per alcuni minuti per poi scomparire rapidamente così come si sono presentati. Si parla in questi casi di attacchi ischemici transitori (TIA), spesso campanelli di allarme premonitori di un ictus vero e proprio. In ogni caso è sempre necessario rivolgersi ai medici, anche quando i sintomi scompaiono.

Così come l'infarto è causato dall'ostruzione di un'arteria coronaria responsabile dell'ossigenazione del tessuto muscolare del cuore, l'ictus cerebrale è causato dell'improvvisa chiusura o rottura di un vaso cerebrale che determina nel primo caso la mancanza dell'ossigeno e dei nutrimenti portati dal sangue alle cellule cerebrali e nel secondo alla compressione del cervello dovuta al sangue uscito dal vaso rotto.

L'ictus cerebrale in Italia rappresenta la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e i tumori, e la prima causa assoluta di disabilità.

Il 10-20% delle persone colpite da ictus per la prima volta muore entro un mese ed un altro 10% entro il primo anno. Fra le restanti, circa un terzo sopravvive con un grado di disabilità spesso elevato, tanto da renderle non autonome; un terzo circa presenta un grado di disabilità lieve o moderata che gli permette spesso di tornare a condurre la propria vita in modo parzialmente autonomo e un terzo, i più fortunati o comunque coloro che sono stati colpiti da un ictus in forma lieve, ritornano ad essere del tutto autonomi e a condurre una vita normale.

malattie delle vene: vene varicose

Si manifestano con maggiore frequenza negli arti inferiori, in particolare nelle due vene safene: la grande safena che corre lungo la faccia interna della gamba e della coscia, e la piccola safena che sale lungo il polpaccio fino al cavo del ginocchio. 

A causa della loro posizione rispetto al cuore, le vene che si trovano al di sotto di esso tendono a dilatarsi e ad accogliere più sangue. Nelle persone sane questo problema, che viene accentuato dallo "stare in piedi", che ostacola il ritorno venoso verso il cuore, viene superato grazie a dei meccanismi di compensazione. Movimenti anche di lieve entità causano, attraverso la contrazione muscolare, la compressione dei vasi e la spinta del sangue, in essi contenuti, verso il cuore, poiché il riflusso verso il basso è impedito dalle valvole interne a nido di rondine che mantengono il flusso verso l'alto (in senso antigravitazionale). E' così che l'alternarsi della contrazione muscolare fa da pompa, facilitando il deflusso del sangue dagli arti verso il cuore. 

Le vene varicose sono causate dal cattivo funzionamento delle valvole a nido di rondine, situate all'interno delle vene degli arti inferiori, che servono per facilitare il ritorno del sangue al cuore e impedire che ristagni negli arti. 

Ad essere più esposte sono le persone che, per ragioni di lavoro, passano molte ore in piedi. 

Le donne ne soffrono quattro volte più degli uomini, e tra tutti gli obesi sono di gran lunga i più colpiti. Il rischio aumenta con l'età: a causa della perdita di tono dei tessuti, del calo della massa muscolare e dell'indebolimento delle pareti venose. Anche la gravidanza può portare alla formazione di vene varicose, in questo caso, la causa è da ricercare nell'aumento della pressione sulle vene delle gambe.

Vene varicose
Causa ed effetti delle vene varicose
Causa ed effetti delle vene varicose