Meningite

La meningite è un’infiammazione delle membrane (le meningi) che avvolgono il cervello e il midollo spinale

La malattia è generalmente di origine infettiva e può essere virale, batterica o causata da funghi. La forma virale, detta anche meningite asettica, è quella più comune: di solito non ha conseguenze gravi e si risolve nell’arco di 7-10 giorni. La forma batterica è più rara ma estremamente più seria e può avere conseguenze fatali.

Può essere dovuta anche ad altri fattori: tumori cerebrali, alcune lesioni fisiche e reazione ad alcuni farmaci.

sintomi

I sinomi sono molto vari e indipendenti dal germe che causa la malattia. I sintomi sono diversi, i più tipici comprendono:

irrigidimento della parte posteriore del collo (rigidità nucale)
febbre alta
mal di testa
vomito o nausea
alterazione del livello di coscienza
convulsioni

Per individuare il microrganismo responsabile è necessaria un'anaisi su un campione di liquido cerebrospinale, prelevato tramite uan puntura lombare, o di sangue.

Nei neonati, alcuni di questi sintomi non sono evidenti. Quelli più evidenti includono la febbre, le convulsioni, un pianto continuo, l'irritabilità, la sonnolenza continua accompagnata da uno scarso appetito.

Meningite Batterica

La meningite di origine batterica è un'infezione rara, ma molto pericolosa, poichè può lasciare delle conseguenze permanenti e causare anche la morte del paziente.
I ceppi batterici che possono causarla sono principalmente tre:

1. Neisseria meningitidis (o meningococco), la specie batterica responsabile della forma di meningite più grave. Ad oggi sosno stati individuati bel 13 ceppi (sierotipi) di meningococco, ma solo 5 sono in grado di causare meningiti o altre gravi infezioni: il meningococco A, il meningococco B, il meningococco C, il meningococco W135 e il meningococco Y. In Italia e in Europa sono più comuni i sierotipi B e C.

I sintomi sono gli stessi delle altre meningiti batteriche, ma nel 10-20% dei casi la meningite da meningococco è rapida e acuta, con un decorso fulminante che può portare alla morte in poche ore, malgrado i trattamenti con terapie adeguate.

La trasmissione avviene per via aerea e il rischio di sviluppare la malattia sembra maggiore nelle persone che si sono infettate in tempo recente, rispetto a chi è portatore sano da più tempo. I malati sono considerati contagiosi per circa 24 ore dall'inizio della terapia antibiotica specifica. La contagiosità è comunque bassa e i casi secondari sono rari. Il meningococco può tuttavia dare origine a focolai epidemici. Per limitare la trasmissione del batterio è importante sottoporre ad un trattamento con antibiotici i conviventi, gli amici, i compagni di scuola o di lavoro, i conoscenti e il personale sanitario che nei 7 giorni precedenti i primi sintomi della malattia hanno avuto contatti ravvicinati con il malato.

E' attualmente disponibile un vaccino contro il meningococco C, sierotipo tra i più diffusi in Italia.

2. Streptococcus pneumoniae (o pneumococco),  responsabile di infezioni a livello delle prime vie respiratorie, ma anche di otiti e polmoniti. E' la seconda causa di meningite, che si sviluppa soprattutto nei bambini e nei soggetti con difese immunitarie compromesse. anche lo pneumococco si trasmette per via aerea ed è presente nelle vie respiratorie in numerose persone, senza sviluppare nessuna malattia. Le meningiti da pneumococco sono rare e non è prevista la profilassi antibiotica per chi è stato in contatto con un caso. Anche di questo batterio ne esistono numerosi ceppi. 

3. Haemophilus influenzae di tipo B (Hib). È un batterio che normalmente dà una malattia simile all'inflluenza, che si risolve nel giro di qualche giorno e di solito causa malattie localizzate all’apparato respiratorio (otiti, sinusiti o bronchiti). In alcuni casi, soprattutto in presenza di condizioni immunitarie compromesse., l’infezione può evolvere in forme gravi dette forme invasive, come polmonite, artrite, pericardite (infezione della membrana che riveste il cuore), osteomielite (infezione ossea) e meningite.  Fino alla fine degli anni '90 è stato la causa più comune di meningite nei bambini fino a 5 anni, ma oggi, grazie al vaccino specifico contro questo batterio, somministrato con altri 5 vaccini nel vaccino esavalente (anti Difterite-Tetano-Pertosse, Polio, Epatite B e, appunto Hib), i casi dimeningite causati da questo batterio si sono ridotti moltissimo. In caso di meningite da Hib, è indicata la profilassi antibiotica dei contatti stretti.

Neisseria meningitis

meningococco

Streptococcus pneumoniae

pneumococco

Haemophilus influenzae

Hib

meningite virale

La forma virale della meningite, detta anche meningite asettica (perchè non è causata da batteri), è quella più comune: di solito non ha conseguenze gravi e si risolve nell’arco di 7-10 giorni. La maggior parte dei casi di meningite virale si verificano e si risolvono senza che venga formulata una diagnosi precisa, perché i suoi sintomi possono essere facimente confusi con quelli di una normale influenza.

La causa più comune di meningite virale è costituita dagli enterovirus, che circolano nella popolazione in particolare nei mesi estivi e in autunno. Il contagio avviene attraverso il contatto a mano, con la bocca e con la tosse. Essi possono anche essere diffusi attraverso il contatto con materia fecale.

la meningite nel mondo

Ogni anno le epidemie di meningite batterica (da meningococco) colpiscono più di 400 milioni di persone che vivono nelle 26 nazioni africane della cosiddetta "cintura della meningite" (dal Senegal all'Etiopia). In questa zona, negli ultimi 20 anni (1995-2014), sono stati segnalati oltre 900 000 casi. In circa il 10% dei casi (90.000 persone) la malattia è stata fatale, mentre per un altro 10-20% ha lasciato conseguenze neurologiche molto rilevanti. La più recente epidemia su larga scala si è verificata nel 2009 e ha interessato principalmente la Nigeria e il Niger, causando più di 80.000 casi segnalati. Dal 2010 al 2014 i casi sono diminuiti in modo relativamente costante, passando da circa 24.000 nel 2010 a circa 11.500 nel 2014.